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La sede principale della Fondazione Progetto Italia-Cina troverà spazio al primo piano della Camera di commercio.

Già da fine estate saranno operativi due locali, punto di riferimento per incontri d’affari e appuntamenti di rappresentanza.

Verona è stata scelta per la posizione geografica e per i possibili sviluppi che potrebbero scaturire dal progetto della Nuova via della seta che dalla Cina guarda al bacino del Mediterraneo.

La Fondazione punta in particolare a intensificare le relazioni tra Italia e Sichuan, provincia sud-occidentale della Cina, che conta 90 milioni di abitanti. «Proprio in questi giorni», spiegano dalla sede triveneta di Trento, che sarà mantenuta, «una delegazione cinese in visita in Italia ha discusso delle opportunità, anche logistiche, di un collegamento ferroviario diretto tra l’Europa con il capoluogo della provincia, Chengdu, in 14 giorni. Verona è uno degli snodi papabili». Da mesi i rapporti tra Fondazione, istituzioni e associazioni di categoria dell’area triveneta sono stati intensificati per fare breccia sul tessuto di imprese locali.

«Il Sichuan», afferma Xin Wang, presidente della Fondazione, «ha registrato i tassi di crescita più elevati del subcontinente cinese, investendo molto sull’innovazione e sullo sviluppo sostenibile. Settori di punta sono l’information technology, la meccanica e l’agricoltura moderna, la metallurgia, l’energia rinnovabile e il green building». Comparti in cui il Triveneto vanta produzioni d’eccellenza, oggetto di possibili collaborazioni. «Gli ambiti spaziano dalle partnership tecnologiche e commerciali», precisa Xin Wang «alle partecipazioni a fiere, in particolare dell’agroalimentare, agricoltura avanzata, Ict e meccanica-meccatronica».

Veronafiere ha già colto la palla al balzo: i suoi vertici sono impegnati a portare a casa un nuovo accordo con la Sichuan International Exhibition Co. Ltd, tra i maggiori organizzatori di manifestazioni dell’intera Cina. Obiettivo, è una partecipazione tricolore alla Sichuan Agricoltural Expo, per offrire uno sbocco alle aziende italiane della meccanica agricola. Dalla provincia cinese arrivano inoltre segnali di interesse nei confronti del vino e del business turistico.

Tra le priorità della Fondazione, oltre all’apertura della sede di riferimento a Verona, la preparazione per settembre della Conferenza internazionale sugli investimenti in Cina Occidentale, organizzata con la collaborazione con il Governo provinciale dello Sichuan per riunire rappresentanti della finanza e dell’economia e discutere di investimenti e cooperazione.

L’appuntamento è a Chengdu, dove saranno presentate le migliori opportunità di business alle aziende italiane selezionate in questi mesi. Alcune saranno poi ospitate con un ufficio di rappresentanza nella sede locale della Fondazione all’interno di un incubatore Cina-Europa da 210mila metri quadrati, che sarà integrato da un polo fieristico, per lo scambio di prodotti europei.

l’Arena – Valeria Zanetti